Approfondimenti

Ansia e Panico

23-09-2020

Ansia, cosa mi combini?

Chi nella propria vita ha sperimentato almeno una volta un intenso e duraturo stato d’ansia sa che questa emozione porta con sè una serie di “amiche” poco simpatiche. Mi riferisco nello specifico a tutte quelle sensazioni e manifestazioni fisiche che insorgono in concomitanza allo stato ansioso e che possono spaventare chi le sperimenta, alimentando ancor di più la preoccupazione.

Una mia paziente una volta mi ha raccontato che “all’inizio era solo chiaramente ansia, sentivo la tensione e la tachicardia ma dopo un po’ mi sono accorta che c’era dell’altro: dolori al braccio, sensazione di svenire, affanno. Ho iniziato a controllare spesso la pressione e quando mi sono accorta di avere quella tachicardia insieme ad una pressione tanto alta ho iniziato a pensare che forse qualcosa non andasse. Passavano i giorni e iniziavo a notare anche dei piccoli tic, come dei tremolii all’occhio e ogni giorno mi accorgevo di un sintomo nuovo, mi sembrava di impazzire!”. Non stava affatto impazzendo, e quei sintomi erano assolutamente reali, solo indicavano qualcosa di diverso da una grave patologia fisica o una morte imminente. Questo accade perchè mente e corpo sono strettamente interconnessi e quando uno stimolo viene interpretato come possibile pericolo attiva una serie di reazioni a catena che coinvolgono due sistemi (ti chiedo scusa in anticipo per il pippone di spiegazione tecnica, ma ci serve per collegare i pezzi).

 

Il Sistema Nervoso Autonomo (SNA)

Quando il cervello percepisce un pericolo attiva una strategia di sopravvivenza primitiva chiamata sistema di attacco o fuga, cioè si prepara ad agire per affrontare il pericolo! Se sono nel bosco e vedo avvicinarsi un orso non posso proseguire la passeggiata come se non fosse successo nulla, ma devo attivarmi per agire.. attacco o scappo (oppure cerco l’inquadratura perfetta per un selfie, come ci suggerisce la recente cronaca).

Anche in assenza di un orso, quando il cervello percepisce quello che interpreta come pericolo (un’interrogazione, un colloquio di lavoro, la coda in autostrada o un luogo affollato) attiva una componente del SNA chiamata sistema simpatico, responsabile dello stesso meccanismo di sopravvivenza  che ci salva quando vediamo l’orso. Il sistema di attacco-fuga ci permette una veloce elaborazione delle informazioni, l’aumento dell’attenzione e migliori prestazioni fisiche: è quindi una risposta utile e positiva dell’organismo che, tuttavia, comporta una serie di modificazioni che preoccupano la persona che soffre d’ansia:

  • Aumento del battito cardiaco, per far arrivare più sangue ai muscoli;
  • Aumento della frequenza respiratoria, perchè il corpo richiede più ossigeno;
  • Contrazione muscolare o tremori, per permettere l’attacco o la fuga;
  • Vasocostrizione e aumento della pressione sanguigna, che agevola il flusso sanguigno;
  • Aumento della sudorazione come risposta fisiologica ai processi precedenti;
  • Dilatazione delle pupille e aumento della capacità recettiva degli organi di senso;
  • Diminuzione della salivazione e dell’attività degli enzimi digestivi, al fine di inibire le funzioni non prioritarie in quel momento, dando precedenza alle funzioni cardiache, respiratorie e muscolari.

 

L’Asse ipotalamo-ipofisi-surrene

Il secondo sistema è responsabile del rilascio di sostanze che mantengono l’attivazione del sistema di sopravvivenza, come l’adrenalina, la vasopressina e la corticotropina, fino a stimolare la produzione del cortisolo, conosciuto come ormone dello stress. Il cortisolo è l’ormone che fa si che, ad esempio, gli zuccheri possano arrivare ai muscoli permettendone l’attivazione. Purtroppo è anche l’ormone responsabile degli effetti negativi dello stress quando viene rilasciato in dosi massicce e per un periodo prolungato. Possiamo quindi considerarlo come un amico prezioso...che dopo un po’ inizia a diventare fastidioso!

 

Sintomi connessi all’ansia

Una delle domande più gettonate, soprattutto sui social, è “mi capita di sentire questa cosa, sarà dovuto all’ansia?” perchè tendenzialmente siamo abituati a pensare all’ansia come un’emozione che si accompagna solo a tachicardia, senso di oppressione e tensione muscolare.

Ora che conosci le modificazioni fisiologiche legate all’attivazione del meccanismo attacco-fuga, può essere più semplice comprendere che alcuni sintomi o disturbi apparentemente indipendenti dallo stato ansioso, possono comparire durante o in seguito ad un momento particolarmente carico dal punto di vista emotivo.

L’elenco che vedi qui sotto non è assolutamente esaustivo poiché le conseguenze fisiche di uno stato ansioso, soprattutto se prolungato, coinvolgono diversi fattori che variano da una persona all’altra.